ovvero: come farsi belli senza distruggere il pianeta!
Grazie alle mie amiche del forum di Dafne che mi hanno gentilmente ceduto il copyright, tante nuove ricettine per scrub corpo fai da te!
Penelope:
Tempo fa avevo acquistato il "Talasso scrub" della Collistar. Ottimo!
Ho provato a crearmene uno tutto mio ricordando alcuni ingredienti ed aggiungendone altri ...risultato favoloso!!!!! Ve lo passo subito...per chi vuole provare:
Sali del Mar Morto - Olio di jojoba - olio di mandorle dolci - olio essenziale di eucalipto, menta piperita e timo (di questo solo due gocce perchè disinfetta ma irrita!).
Prima della doccia ho inumidito la pelle poi ho passato questo "intruglio".
Ho massaggiato bene, soprattutto nei punti critici: cosce, glutei e pelozzi incarnati. Poi ho sciacquato accuratamente.
Risultato: pelle morbidissima, che più morbida non si può e anche luminosa, peli "scarnati" foruncoletti spariti.
Io ho la pelle del corpo piuttosto secca e ruvida. Ora ho risolto anche questo problema!!!!
Se a questi vantaggi aggiungiamo anche quello economico....
Mukki:
Io mi sono fatta lo scrub con sale grosso iodato, zucchero, olio di germe di grano, olio di jojoba e o.e. di limone e arancio
Irene: Adesso con la mia invenzione salefino+cacao+olio non ho alcun problema e pelle bella bella... la scorsa settimana, presa da un delirio di creatività, ho deciso di farmi uno scrub per il corpo per eliminare le squamette di pelle morta che ultimamente mi perseguitano. Apetta:
Son partita con l'idea di usare olio e sale fino, come faccio spesso. Poi ho pensato: e se metto meno sale e in più bicarbonato? mentre mescolavo sale e bicarbonato ho pensato: e se ci aggiungo del cacao magro?
Ho poi amalgamato il tutto con olio di mandorle dolci e spalmato sul corpo.
Dopo la doccia la pelle ha continuato a venire via da sola... facevo un po' schifo, LA PERDEVO SUI PANTALONI...ma solo per un paio d'ore.
Il giorno dopo: uno splendore! finalmente debellata!! è una settimana che ho una pelle stupenda!!
Al momento mi “scrubbo” con varie cose: per il viso utilizzo soprattutto zucchero + miele + acqua di rose, per il corpo sale fino (o zucchero) + zenzero in polvere + argilla verde + olio di oliva. Avete mai provato ad aggiungere anche il ghiaccio tritato molto finemente allo scrub? Da un enorme sollievo alle gambe stanche e una vera sferzata di energia. Una delle mie ricette preferite, attualmente, prevede anche un cucchiaino di zenzero grattuggiato e uno di argilla (alla ricetta base col sale iodato fino e oli essenziali).
Ieri ho avuto questa idea, l’ho messa in pratica e devo dire che mi piace tantissimo!
Ho ottenuto una cipria rosata, opacizzante ma non coprente, colora pochissimo ma dà quel bell’effetto luminoso alla pelle del viso, e soprattutto ha un costo irrisorio!!! Anche sulla pelle abbronzata è ottima, ravviva il colorito senza sbiancarlo.
Prendere dell’amido (meglio sarebbe quello di riso, se non si trova va comunque bene qualsiasi amido in polvere, frumina, maizena o altri), in un contenitore di vetro metterne un cucchiaino colmo e aggiungere del colorante rosso liquido per alimenti (si trova al supermercato nel reparto ingredienti per torte). Usare i guanti, perché tende a macchiare le mani. Aggiungerne abbastanza fino a colorare il nostro amido di un bel rosa molto carico. Mescolare e lavorare con un cucchaino fino a che tutto l’amido sia ben colorato. Lasciare asciugare, in modo che l’amido torni asciutto, meglio tutta la giornata. Poi aggiungere altro amido mescolando fino ad ottenere una tonalità rosa confetto, una goccia di olio essenziale a scelta per profumare (ma non è indispensabile), passare tutto in un frullatore o meglio in un macinacaffè ben pulito. Trasferire in un vasetto e applicare col pennello da cipria, meglio sopra il lavandino perchè un po' ne cadrà giù mentre la mettete.
Ecco gli ingredienti:
1 cucchiaino di miele
2 cucchiaini di burro di karitè
1 quadratino di cioccolato fondente (contenente lecitina)
Si fanno fondere tutti in un vasetto e si fa raffreddare.
Il risultato è un balsamo per labbra (tipo quelli della Lush, per intenderci), che lascia le labbra lucidissime (per via del miele) e leggerissimamente colorate.
L'unica pecca è la durata... bisogna rimetterselo spesso.
per chi cercasse un buon contorno occhi senza spendere una fortuna.. l'olio di ricino è perfetto! io lo uso la notte e funziona per le linee di disidratazione..sono sparite totalemente! ho notato che ho anche meno occhiaie...ne mettete un goccino e lo lasciate li dieci minuti...se volete potete tamponare l eccesso, io lo lascio tanto ci devo dormire!;-)
Ricevo questo articoletto dalla nostra valeria, che non riesce a loggarsi. Grazie vale, a buon rendere ;)
"A grande richiesta, pubblichiamo qui un’esperienza fatta tempo fa su consiglio di Porto Pietro.
Innanzitutto chiariamo che cosa non fa un cosmetico anticellulite: un cosmetico non diminuisce lo spessore dei pannicoli adiposi. Come dice la dermatologa Riccarda Serri “Cellulite è sclerosi del tessuto connettivale e adiposo; cellulite sta a grasso come cirrosi epatica sta a fegato”. Si può, però, migliorare quell’insieme di inestetismi cutanei tipici, come il colorito spento e la superficie irregolare (fossette, strie). Va poi detto che non sempre ciò che interpretiamo come cellulite lo è davvero: un’adiposità localizzata, di per sé, non lo è, tantomeno lo è la tendenza –squisitamente femmilile, e in questo non c’è nulla di sbagliato- ad accumulare il grasso di preferenza sulle cosce.
Ci furono consigliati gli impacchi di cacao, per la presenza di varie sostanze interessanti fra cui la teobromina e gli oligomeri procianidolici. Spiega Porto Pietro: “il meccanismo attraverso il quale la teobromina stimola la lipolisi favorendo la riduzione della massa adiposa, è la sua attività di blocco su un enzima chiamato fosfodiesterasi. Questo enzima normalmente inibisce l’attivita del cAMP (Adenosinmonofosfato ciclico) che a sua volta aumenta la lipolisi all’interno delle cellule adipose. La Teobromina, bloccando la fosfodiesterasi, prolunga l’azione del cAMP che di conseguenza incrementa l’attività demolitrice sui grassi che sono accumulati nel tessuto. Oligomeri procianidolici: sono la promessa futura nel trattamento delle cellulite in quanto vanno ad agire, a differenza della teobromina, proprio sulle cause della cellulite che sono ascrivibili, semplificando, ad una affezione/alterazione del tessuto connettivo. Queste sostanze agiscono bloccando l’azione demolitrice di enzimi come la collagenasi sul collagene, e l’elastasi sull’elastina prevenendone la distruzione.”
Passiamo alla pratica. L’impacco si fa mescolando cacao amaro in polvere (non è necessario che sia cacao magro, anzi) con acqua tiepida sino ad ottenere un fango liscio. Si applica sulle zone da trattare e si lascia agire almeno mezz’ora. Tende a seccarsi, per cui ci si può fasciare con della pellicola trasparente (consiglio poco ecologista…) oppure indossare un paio di pantaloncini in plastica, che trovate nei negozi di forniture per estetiste, e sinché non si rompono si possono riutilizzare; attenzione perché non è un materiale particolarmente robusto. Importante fare l’impacco lontano dai pasti, in modo che l’insulina in circolo non ne vanifichi l’azione. Sempre allo scopo di far sì che i nostri ormoni ci vengano incontro anziché ostacolarci, è molto meglio applicare quest’impacco dopo lo sport. Non c’è pericolo che, affamate come lupi, vi venga la tentazione di assaggiarlo, è amarissimo!
La mia esperienza è stata questa: l'idea era di fare un test...con un cieco solo, non essendo ovviamente possibile il doppio cieco. (Ragguaglio per chi fosse da tanto senza entrare in una sperimentazione ;o) Poniamo che devo provare l'efficacia di un nuovo farmaco, quindi la sua differenza con il placebo, e voglio eliminare le interferenze dovute a fattori psicologici. Allora, io che sono lo sperimentatore so quali pillole contengono il farmaco e quali no. Pero' non lo sanno nè i vari pazienticavia -ovviamente- nè -e qui sta il DOPPIO cieco- il medico che materialmente gliele somministra. Fine del ripassino!). Ho quindi fatto l’impacco per quattro settimane su una coscia –e una natica- sola. Ho scelto la destra, perché normalmente è più grossa, e la mia non fa eccezione. Alla fine delle quattro settimane, ho chiesto ad amiche, zie, cugine, e pure al papà (un parere maschile non fa mai male) se notassero differenze, tutti separatamente per non influenzarsi a vicenda. Tutti quanti non hanno avuto alcun dubbio nell'indicare la gamba destra come "quella senza i buchini" e addirittura, piega inferiore della natica più soda, e profilo esterno della coscia più netto. Non si trattava di semplice effetto tensore, in quanto le strie caratteristiche non erano più visibili (o quantomeno lo erano molto meno) anche strizzando la pelle. A proposito di effetto tensore, quello è già visibile dopo tre applicazioni.
Una piccola annotazione personale che spero vi faccia meditare. Quando ho fatto questo piccolo esperimento, avevo alcuni livelli ormonali piuttosto alterati, abbastanza da favorire la formazione di cellulite in abbondanza. Tuttavia ha funzionato ugualmente, insieme ad una buona dose di sport. Quindi, suvvia, mettete da parte idee vittimiste e…via tutte a farci belle!"
Valeria, da domani comincio, vediamo chi si unisce ;)
Ricette gentilmente fornite dal mitico Marco Valussi!
MACERAZIONE DI PIANTA FRESCA.
1. Sminuzzare e pesare la pianta fresca e metterla in un recipiente a bocca larga di acciaio
2. Misurare e mescolare il solvente in un recipiente separato
3. Versare il solvente nella quantità indicata sulla pianta, operare con un blender ad immersione.
4. Versare il materiale in recipienti di vetro o acciaio inox con chiusura ermetica, etichettare con nome della pianta e data
5. Chiudere bene, scuotere e lasciare in un luogo scuro e a temperatura ambiente e lasciare a macerare.
6. Scuotere ogni giorno per due-tre settimane
7. Dopo il periodo indicato versare il contenuto del contenitore attraverso vari strati di garza, spremere bene la marca a mano o con una pressa (o con uno schiacciapatate)
8. Raccogliere il liquido in un contenitore in acciaio o vetro, chiudere bene, etichettar e e lasciare riposare per una notte o per 24 ore.
9. Filtrare su carta (filtro da caffè)
10. Versare in un contenitore di vetro scuro a chiusura ermetica, apporre un’etichetta con il nome della pianta e la data di imbottigliamento.
Formula tipo per l’estrazione da pianta fresca.
1:2 (75Alc:25Acq)
Esempio: radici di Echinacea angustifolia
1. Formula: 1:2 (75%:25%)
2. Peso della radice fresca: 500 gr
3. Solvente totale: 1000 ml
4. Composizione del solvente: (750 ml etanolo + 250 ml acqua)
5. Contenuto in acqua della pianta (stimato): 70%
6. Resa probabile: 1215 ml
7. Titolo alcolico finale (stimato): 53% etanolo
MACERAZIONE DI PIANTA SECCA
1. Sminuzzare o polverizzare e pesare la pianta secca e metterla in un recipiente a tenuta ermetica di acciaio o vetro
2. Misurare e mescolare il solvente in un recipiente separato
3. Versare lentamente il solvente nella quantità indicata sulla pianta.
4. Chiudere bene, scuotere e lasciare in un luogo scuro e a temperatura ambiente e lasciare a macerare. Etichettare con nome della pianta e data
5. Scuotere ogni giorno per tre settimane
6. Dopo il periodo indicato versare il contenuto del contenitore attraverso vari strati di garza, spremere bene la marca a mano o con una pressa (o con uno schiacciapapate)
7. Raccogliere il liquido in un contenitore in acciaio o vetro, chiudere bene, etichettare e lasciare riposare per una notte o per 24 ore.
8. Filtrare su carta (filtro da caffè)
9. Versare in un contenitore di vetro scuro a chiusura ermetica, apporre un’etichetta con il nome della pianta e la data di imbottigliamento.
Formula tipo per l’estrazione da pianta secca.
1:5 (50Alc:50Acq)
Esempio: foglie e radici di Leonorus cardiaca
1. Formula: 1:5 (50%:50%)
2. Peso della pianta secca: 150 gr
3. Solvente totale: 750 ml
4. Composizione del solvente: (375 ml etanolo + 375 ml acqua)
5. Resa probabile: 670 ml
6. Titolo alcolico finale (stimato): 48% etanolo
Linee guida generiche per il solvente.
Classi e solubilità
1. Classe: Alcaloidi
Esempi: Leonorus cardiaca, Capsicum minimum, Berberis vulgaris
Solubilità: molto solubili in alcol e poco in acqua (solitamente). Acidificare il solvente aiuta l’estrazione degli alcaloidi
2. Classe: Oli essenziali
Esempi: Pimpinella anisum, Thymus vulgaris, Eucalyptus globuluis, Mentha x piperita, Salvia officinalis, ecc.
Solubilità: molto solubili in alcol e nei grassi, poco in acqua e glicerina.
3. Classe: Glicosidi
Esempi: Gentiana lutea, Glycyrrhiza glabra, Silybum marianum, Crataegus spp.
Solubilità: solubili sia in alcol che in acqua
4. Classe: Mucillagini
Esempi: Malva spp, Althaea officinalis, Plantago ovata, ecc.
Solubilità: solubili solo in acqua
5. Classe: Resine
Esempi: Calendula, Rosmarinus officinalis, Pinus, Populus
Solubilità: solubili in alcol e olio caldo ma non in acqua
6. Classe: Saponine
Esempi: Viola spp, saponaria, Glycyrrhiza glabra, Bellis perennis, Primula spp., Dioscorea, ecc.
Solubilità: solubili in acqua
7. Classe: Tannini
Esempi: Crataegus, Te, Bellis perennis
Solubilità: solubili in acqua e glicerina.
valeria ha un consiglio originale ma efficace per eliminare i residui di make up dai nostri bei faccini:
Fondotinta?? Hai detto fondotinta? Farina di cocco allora! Te la massaggi sulla faccia, e porta via l'impossibile. Poi ti togli l'olio con un detergente, sapone o sapone liquido acido fai tu. Poi mi dirai se rimane qualcosa!
Grazie a pata, che ha postato sul forum un link che vi giro:
http://members.xoom.virgilio.it/chimica_vita/Dove%20comprarli.htm
Ovvero suggerimenti su dove comprare materie prime per i propri spignattamenti cosmetici!
Fatene buon uso ;)
Non tutti lo sanno, ma il bicarbonato, quello normale da cucina che si trova in tutti i supermercati, ha un ottimo potere deodorante. E’ ad esempio alla base di tutti i deodoranti Lush, ma noi… ce lo facciamo da soli!
Prima ricetta: in polvere.
In un barattolino unire bicarbonato di sodio e amido in polvere di qualsiasi tipo (di riso, maizena, frumina, si trovano tutti al supermercato), il buicarbonato impedisce al sudore di trasformarsi in cattivo odore, l’amido è assorbente. La quantità di bicarbonato deve essere maggiore di quella di amido, altrimenti non funziona. Se vogliamo possiamo profumarlo con qualche goccia di olio essenziale lavorandolo con pestello e mortaio (o schiacciandolo col cucchiaino) per qualche minuto in modo da amalgamare bene il profumo in tutta la polvere. Applicare con un piumino o in mancanza con le dita, senza strofinare.
Seconda ricetta: liquido.
In un bicchiere mettere dell’acqua, aggiungere bicarbonato mescolando finchè non si scioglie più e lasciare riposare una mezz’oretta. Poi travasare solo la parte liquida (avremo ottenuto una soluzione satura di bicarbonato) in uno spruzzatore (magari recuperato da un vecchio deodorante finito e ben lavato). Il deodorante è pronto!
Conservare in frigo.
Il mio l’avevo fatto così: in uno spruzzino di deodorante Nivea (hanno il pregio di essere ricaricabili) avevo messo la mia soluzione, 20 gocce di OE di limone, 20 gocce di OE di lavanda, 1 goccia di OE di Salvia sclarea. Profumo sorprendente ed euforizzante, mi piace molto. Agitare prima dell’uso.
Un'unica controindicazione: questi sono deodoranti, non antitraspiranti. Quindi se si ha la sudorazione particolarmente abbondante non la bloccano assolutamente (le ascelle ringraziano… gli antitraspiranti che lasciano la pelle così asciutta dopo un certo periodo di uso continuato danno un prurito pazzesco!). E se si suda su una maglietta molto aderente e magari sintetica si rischia che la maglietta (ma non la nostra pelle) dopo qualche ora assuma un leggero odore di sudore. Io il deodorante al bicarbonato lo uso tutto l’inverno e ogni volta che voglio mettere le ascelle a riposo da deodoranti a base di alcool o a base di alluminio, che sono la totalità di quelli in commercio, purtroppo.
E se per caso non volessimo sporcarci il ditino ogni volta che ci mettiamo il burro cacao? lo stick è una bella soluzione. In questo caso in un vasetto scioglieremo a bagnomaria solo burri (cacao e karitè), un goccino d’olio, pochissima cera d’api (un paio di scagliette), togliamo dal fuoco, aggiungiamo l’aroma mentre si raffredda, quando vediamo che la temperatura del nostro composto si è abbassata ma è ancora liquido lo possiamo colare in un vecchio contenitore per burro cacao. Per ottenere un buon risultato prendiamo della carta da forno o dell’alluminio da cucina, ne tagliamo un rettangolo che arrotoleremo e faremo aderire alle pareti del contenitore – magari aiutandosi con una matita, e un cerchietto da mettere sul fondo dove ci sono i buchini, altrimenti andrebbe tutto giù. Adesso siamo pronti per colare nello stampo, mettere subito in frigo e aspettare con pazienza che si sia rappreso bene (meglio qualche ora!).
Stessa cosa possiamo fare per recuperare i fondi di rossetto, con tre o quattro rossetti finiti ne otteniamo uno intero nuovo (e di una nuance che non si trova in commercio, per di più!). In questo caso, mentre si scioglie a bagnomaria, meglio rimestare con uno stuzzicadenti, così non avremo problemi di dover pulire cucchiaini e lo spreco di pasta di rossetto sarà minimo.
* - CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO! FATTI SENTIRE!
* - da dove è iniziato tutto, e ancora continua
* - tutto sulle erbe
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